sabato 30 ottobre 2010
Relazione del Segretario approvata dal direttivo
Il PD di Cassano: un partito vivo e in buona salute
Lasciamo parlare numeri e fatti:
- Confermati i 120 iscritti del 2008-2009, con 16 nuove adesioni, 9 trasferiti, 3 soli mancati rinnovi.
- Un direttivo di uomini e donne –pariteticamente rappresentati- rinnovato per 1/3 dei suoi elementi.
- Presentazione di un circostanziato “pacchetto welfare”
- 700 firme raccolte a difesa dei giardini Falcone-Borsellino
- Adesione attiva alla raccolta di firme in difesa dell’acqua pubblica
- Serate culturali PD – per discutere
- Successo della sarata commemorativa di Luigi Regalia
- Diffusione capillare di 3 giornalini a 7500 famiglie cassanesi
- Successo della Festa Democratica con una massiccia presenza di volontari cassanesi
Un partito di governo provvisoriamente all’opposizione, antagonista del PdL e alternativo alla Lega
A Cassano abbiamo portato avanti proposte concrete e costruttive ( es. le proposte anticrisi, la difesa del poco verde rimasto in città, le raccolte di firme per acqua pubblica e giardini pubblici etc.). Ma che fatica far arrivare qs messaggi agli elettori! A giudicare dall’opinione pubblica e dai risultati elettorali, complici i mezzi di comunicazione di massa asserviti all’esecutivo e, a Cassano, una giunta totalmente sorda alle ns proposte, abbiamo lavorato davvero tanto ma dato l’impressione di assai scarso profitto.
Come unico partito di opposizione dovremo smentire chi ci crede latitanti, cercando di essere propositivi come sempre, ma inesorabili contro questa destra che non mantiene le promesse: che fine hanno fatto riduzione delle tasse, abolizione di IRAP e bollo auro, piano per il Mezzogiorno, Banca del Sud, ponte di Messina, etc.?
La politica del “ghe pensi mi” mostra oggi tutta la sua inconsistenza populista e demagogica a Napoli, ancora sommersa dai rifiuti dopo la reiterata vanteria di saper risolvere tutto in pochi giorni.
Nell’agenda del futuro direttivo ci sarà soprattutto qs compito, indispensabile per salire la china del consenso: smascherare il doppio gioco della Lega che al Nord si spaccia come partito di opposizione al sistema e a Roma fa da reggicoda al Cavaliere.
Dobbiamo convincere gli elettori del Nord a chieder conto alla Lega dell’approvazione delle innumerevoli leggi ad personam, dei costi dell’operazione Alitalia, del depotenziamento di Malpensa, della mancata abolizione delle province etc. Il tutto per un piatto di lenticchie: un federalismo di cartone.
Come è stato detto nell’ultima assemblea nazionale, dobbiamo strappare definitivamente alla Lega la bandiera del federalismo: quello vero della de-burocratizzazione, dei premi alle persone capaci e ai comuni virtuosi, quello equo e solidale che fa da volano a uno sviluppo armonico del paese.
Finora invece il centrodestra ci ha dato solo aumenti della spesa pubblica nonostante i tagli sul sociale, nuova burocrazia e altra spesa pubblica con le nuove province, una sanità-spezzatino che sta facendo scempio dell’assistenza sanitaria universale, Università e scuola pubblica alla canna del gas e scuole private all’ingrasso… e via dicendo.
In piena crisi economica e istituzionale il governo è letteralmente “sequestrato” a discutere dei problemi giudiziari del premier mentre milioni di italiani attendono risposte ai loro bisogni più essenziali. Chi ha sostenuto che la crisi economica non c’era, che era un’invenzione dell’opposizione e poi che era finita già sei mesi fa, ora deve fare i conti con la dura realtà di una disoccupazione giovanile all’11%. Di questo sfacelo e di questo immobilismo del governo, che uccide anche l’economia del Nord, la Lega è corresponsabile e potrebbe anche pagarne le conseguenze alle prossime consultazioni elettorali.
La crescente spaccatura fra PdL e Lega, a Cassano come in tanti comuni limitrofi conseguente ai numerosi conflitti di interessi, ci pone in una posizione nuova rispetto al recente passato. Per questo da domani, a Cassano, il nostro lavoro sarà quello di prepararci al meglio per le amministrative del 2012, presentandoci, come ben espresso anche alla scorsa Assemblea Nazionale tenutasi a Malpensa Fiere, fortemente antagonisti del partito di Berlusconi (ormai, parlare di PdL è sempre più aleatorio) ma chiaramente alternativi alla Lega che in queste terre pretenderebbe l’egemonia del consenso.
Noi siamo pronti: l’esperienza delle primarie è la dimostrazione che le potenzialità di allargare il ns consenso ci sono, purchè ci rendiamo conto del fatto che siamo di fronte ad un elettorato sempre più opinione e sempre meno identitario.
A Cassano, dunque, continueremo a tessere la nostra tela di eventi culturali, controinformazione, campagne di opinione, rivolgendoci con particolare attenzione a chi, senza voler aderire a un partito, vuole partecipare a un progetto alternativo.
Un progetto che è sicuramente diverso dal modello berlusconiano ma anche da quello della Lega. Di certo ci opponiamo a un modello, occupato a difendere gli interessi di chi si compra castelli nelle Antille tramite società off-shore mentre gli italiani perbene tirano la cinghia, sempre più indebitati. Ma diciamo no anche a una Lega che non sa vedere oltre i confini dell’orto di casa propria mentre il paese intero va a fuoco.
Una Lega brava ad ululare ieri contro i meridionali, poi contro gli islamici, oggi contro i cinesi, ma che ogni giorno vota leggi anti-liberali. Leggi che impediscono l’ingresso di manodopera indispensabile per le nostre aziende e bloccano tutti gli ascensori sociali per i nostri giovani, sempre più strangolati dalla disoccupazione.
Rispetto ad entrambi noi abbiamo una visione alternativa della società, delle istituzioni, delle politiche economiche e di quelle sociali e del lavoro.
Noi vogliamo restituire ai ns figli un futuro che oggi viene loro negato. Un futuro di lavoro, giustizia, equità, pari diritti e pari opportunità. Un futuro di accoglienza per tutti coloro che rispettano le regole e di sicurezza sociale che non è quella promessa dalle ronde padane (a proposito: dove sono finite?).
Vogliamo restituire ai ns figli tutto quello che il berlusconismo in questi anni ha sottratto loro e di cui Bossi non si occupa. Non ci basta essere “padroni a casa nostra”: a casa nostra vogliamo stare bene ed essere presentabili. Ciò che l’Italia non è più, con un premier barzellettiere e un ministro delle riforme che si esprime con dito indice alzato e pernacchie.
Il nostro impegno nella cosa pubblica Cassanese
• una gestione della cosa pubblica più efficiente, efficace e trasparente, a partire dalle aziende partecipate comunali e sovracomunali
• una finanza comunale che favorisca al massimo gli investimenti e non proietti il debito sulle future generazioni.
• politiche sociali per la famiglia e per le donne in particolare. Politiche he garantiscano il diritto della donna al lavoro, garantito anche da asili e nidi pubblici o convenzionati di qualità
• scuola pubblica come priorità, per promuovere un effettivo diritto allo studio e alla cultura come valori fondamentali per la crescita dei nostri giovani.
• massimo dialogo con le associazioni di cittadini
• accoglienza e solidarietà per i migranti, i diversi, i meno fortunati, i bisognosi, sempre nel pieno rispetto di regole e criteri di intervento.
• massima vigilanza sullo sviluppo del PGT, per una politica del territorio incentrata sul risparmio del suolo e su uno sviluppo sostenibile
• rispetto, valorizzazione e incremento delle aree a verde: Boza e bosco in città in primis
• strenua difesa dell’acqua pubblica
• spinta continua per politiche energetiche moderne e sostenibili
• una politica popolare dei trasporti pubblici e per lo sviluppo di mobilità alternativa
giovedì 28 ottobre 2010
Mauro Zaffaroni riconfermato Segretario
Si è tenuto venerdi sera, 22 ottobre, il congresso di Circolo del Partito Democratico di Cassano Magnago che prevedeva il rinnovo delle cariche direttive.Si sono svolte l’elezione per la nomina dell’Assemblea provinciale e del Segretario provinciale e l’elezione del Direttivo e del Segretario di circolo.
Un'assemblea vivace ha visto riunite circa 65 persone sui 120 iscritti in città, con sedici nuove adesioni, conservando cosi le cifre del 2008. Il direttivo è di diciotto persone (più i quattro consiglieri comunali di diritto), per metà donne, come da regolamento di partito, ma anche per la forte partecipazione femminile che caratterizza, qui come altrove, il Partito democratico; è stato rinnovato per un terzo. Ora, per noi la scadenza è quella della primavera 2012, che ci porterà al voto amministrativo
I membri cassanesi dell’Assemblea Provinciale saranno Tommaso Police, Emanuela Orlando, Giovanni Levati e Lina Fasani, prescelti dal circolo; per la segreteria provinciale il partito ha già indicato qualche tempo fa la candidatura unica di Fabrizio Taricco, già sindaco di Carnago (attualmente vice-sindaco carnaghese).
Per il direttivo di circolo, è stato riconfermato Segretario Mauro Zaffaroni
Insieme al Segretario sono stati eletti dagli iscritti a far parte del nuovo direttivo: Luca Radice, Tommaso Police, Nadia Regalia (Tesoriere), Giovanni Levati, Daniela Giussani, Mirco Guietti, Renata Magni, Mauro Lubraco, Lina Fasani, Sergio Russo, Maria Luisa Praderio, Renato Pellizzato, Barbara Colombo, Giuseppe Tibaldo, Emanuela Orlando, Gianna Ravetta,Luisella Filippini e Alberto Soldà.
I consiglieri comunali Andrea Giorgetti (capogruppo e presidente commisione bilancio), Luigia Puricelli, Claudio Carabelli e Lino Santinello entrano di diritto nel direttivo.
Il Segretario Mauro Zaffaroni, in occasione del primo direttivo post-congresso ha nominato la Segreteria cittadina.
La segreteria politica è composta da Luca Radice (resp. prov.le Feste Democratiche), Tommaso Police (Vice-Segretario Provinciale Giovani PD), Lina Fasani (assemblea provinciale), Andrea Giorgetti (capogruppo consiliare), Nadia Regalia (tesoriere) oltre che dal Segretario Zaffaroni.
giovedì 21 ottobre 2010
Sintesi dei documenti approvati all'assemblea di Busto Arsizio: L’alleanza tra il PD e le PMI
Reti e distretti d’impresa
1)Accordo ABI sul riconoscimento delle reti d’impresa come soggetto attivo
2)Promozione dell’internazionalizzazione delle reti e delle reti impresa-servizi
3)Favorire l’integrazione tra imprese, servizi e professioni apportando nuove competenze
Innovazione
A parità di spesa riconversione di tutte le risorse a fondo perduto già previste, sia nazionali sia regionali, a copertura del credito d’imposta finalizzato a ricerca, sviluppo di nuovi prodotti, di nuovi processi e di nuovi servizi
Internazionalizzazione
1)Favorire l’apertura e l’avviamento di sedi commerciali all’estero (solo finalizzate alla vendita, non alla produzione)
2)Credito d’imposta per l’internazionalizzazione, rafforzato nel caso di reti d’impresa, finanziandolo con la riconversione delle risorse a fondo perduto già previste, sia nazionali che regionali
3)Unificare gli strumenti sul piano nazionale
4)Introdurre a livello nazionale una cabina di regia delle iniziative dei territori
5)Legge quadro nazionale a supporto dei processi di internazionalizzazione: un testo unico che razionalizzi strumenti ed enti che operano in materia favorendo le iniziative per le internazionalizzazione delle imprese
6)Accordi regionali con il MSE per sostenere azioni promozionali all’estero e potenziamento dell'offerta, con particolare riferimento alle reti d’impresa
7)Fondo nazionale per aiuti diretti all'internazionalizzazione delle PMI
8)Inquadramento delle azioni di internazionalizzazione delle PMI italiane in una cornice europea
Costituzione avviamento di nuova impresa
1)Contratto di avviamento ad attività imprenditoriale
2)Riduzione delle tariffazioni di notai/contabili e dei costi dei servizi bancari all'interno dei costi ordinari di costituzione e start-up
3)Creazione del meccanismo di “riconversione” di casi aziendali in difficoltà (leverage buy-out manageriale o dei lavoratori, comprensivo di possibilità di riconversione settoriale) nei territori (“investiamo sulle risorse territoriali”)
Capitale umano e formazione
1)Innalzare l’obbligo scolastico
2)Favorire la formazione permanente dei lavoratori/imprenditori delle microimprese
3)Introdurre dei “contratti di esperienza-lavoro”
4)Sostenere la formazione (rimodulando le risorse già previste) orientata all’avviamento autonomo di impresa o attività professionale e alla trasmissione di impresa fra generazioni
5)Sostenere la formazione per affiancamento, improntata all’obiettivo di “riportare la formazione nel luogo di lavoro”
6)Sostenere la formazione post-universitaria
Nuove professioni: la proposta del Pd
1)Annullare il ritardo accumulato dalla legislazione del mondo dei lavoratori autonomi e dei professionisti rispetto ai lavoratori dipendenti
2)Scongiurare ogni omologazione con le normative tradizionali del diritto del lavoro costruite sul modello fordista del lavoro dipendente
3)Introdurre una proporzionalità tra le regole del lavoro dipendente e il lavoro autonomo
4)Tener conto del rapporto di sussidiarietà fra le fonti: il quadro dettato dalla legge deve lasciare spazio all’autonomia collettiva delle categorie interessate e, per i soggetti in grado di negoziare in proprio, alla contrattazione collettiva
5)Riformare il sistema degli ammortizzatori sociali con estensione delle tutele ai lavoratori autonomi, ai professionisti e ai piccoli imprenditori
6)Non annullare le specificità della categoria dei lavoratori autonomi (tutele, incentivi, esigenze comuni di questi soggetti); valorizzare e riconoscere il loro lavoro
Sintesi dei documenti approvati all'assemblea di Busto Arsizio: Pubblica amministrazione

Pensare al piccolo per crescere alla grande:
Pubblica amministrazione e semplificazione per un risparmio di spesa generale
1)Procedimenti unici semplificati su igiene-ambiente, urbanistica-edilizia, sicurezza del lavoro: solo tre procedimenti, per la definizione degli interventi in questi settori.
2)Riforma della legge sugli appalti, con l’introduzione di vincoli di qualità, impatto ambientale e innovazione. Sia sugli appalti sia sulle commesse pubbliche proponiamo la riserva del 30% per le PMI
3)Potenziamento dell’utilizzo del silenzio-assenso con controlli dell’Agenzia per le imprese nel suo ruolo di garante terzo.
4)Processo civile telematico ampliato a tutto il territorio italiano
Pagamenti
1)Revisione del patto di stabilità interno: con lo spostamento del peso del patto di stabilità per gli Enti locali dal deficit alla riduzione del debito
2)Compensazione crediti e debiti delle PMI con la P.A. (naturalmente nel pieno rispetto dei vincoli di finanza pubblica)
3)Nuova regolamentazione sui pagamenti tra privati e istituzione di una snella autorità per i prezzi e la trasparenza.
Banche
1)Aggiornamento della moratoria dei debiti delle imprese con l’introduzione del lavoro autonomo e delle professioni mediante accordi con i fondi di garanzia territoriali, finalizzati al riassetto del debito, alla riconversione dei processi e dei prodotti e al co-finanziamento di fondi territoriali che dotino le imprese di “manager temporanei” per nuovi business plan o per la gestione delle fasi a maggior valore aggiunto dell’impresa
2)Fondo di garanzia: consolidamento del finanziamento nazionale e territoriale, previsioni di accesso alle professioni, start-up e avvio delle reti d’impresa
3)Revisione dell’impostazione di Basilea 3 con l’introduzione urgente di sistemi di valutazione (rating) che si orientino alla reale capacità di stare sul mercato delle aziende e che privilegino le reali possibilità di successo del business
Il capitale paziente: Interventi da realizzare con le risorse pubbliche già previste e capitale privato
Potenziamento dei CONFIDI
Fondi di garanzia territoriali e fondi regionali di microfinanza pubblico/privato destinati al credito per le PMI del territorio, alimentati con l'emissione di obbligazioni e azioni da parte delle aziende nei distretti e nelle reti (Finanziaria 2009); fondi regionali di venture capital come quelli sperimentati in Francia sul capital gain
Fondi rotativi pubblico privato (usando i fondi già esistenti delle Regioni) imprese, società/fondazioni per trasferimento tecnologico
Finanziamento minimo a 7 anni
Sintesi dei documenti approvati all'assemblea di Busto Arsizio: Mobilità

Estendere i sistemi tariffari integrati regionali, che permettono ai viaggiatori di usare i diversi mezzi di trasporto regionale con lo stesso titolo di viaggio.
Favorire l’ingresso di operatori privati, italiani e stranieri, le iniziative di partnership o di aggregazione tra operatori sia ferroviari che automobilistici.
L’Alta Capacità deve diventare un fatto concreto in modo da aumentare la frequenza dei treni e garantire un servizio migliore, usando al meglio le tracce lasciate libere dall’AV.
Ampliare il territorio di competenza su cui erogare il servizio integrato di TPL per migliorare le economie di scala delle Aziende e avere, sempre nell’ambito della concorrenza, una maggiore efficienza ed economicità.
Ridare agli Enti locali le risorse sottratte ingiustamente solo qualche mese fa.
Favorire il coinvolgimento degli utenti nell’organizzazione del servizio di TPL.
Lavorare fattivamente per il varo dell’Agenzia per la sicurezza, che deve essere condotta rapidamente a regime e messa in condizione di funzionare.
Per migliorare la logistica e aumentare la competitività bisogna una volta per tutte realizzare l’intermodalità.
Le caratteristiche geografiche (una penisola allungata nel mare più trafficato del pianeta e con molti ostacoli naturali che rendono difficili gli spostamenti), quelle economiche (una struttura produttiva caratterizzata da moltissime piccole aziende polverizzate sul territorio) e quelle storiche (8.000 grandi e piccoli comuni diffusi sul territorio) ci devono spingere verso scelte chiare:
1)usare molto la ferrovia per le merci sui lunghi spostamenti (con gli incentivi del ferrobonus) e il trasporto su gomma negli altri casi
2)scambiare le merci tra ferro e gomma in grandi e organizzati interporti
3)valorizzare il sistema della portualità e collegarlo con adeguati snodi ferroviari tecnologicamente avanzati, sostenendolo anche attraverso l’autonomia finanziaria
4)rilanciare l’idea vincente delle “autostrade del mare” in connessione con ferro e gomma
5)ridare dignità a lavoratori e aziende dell’autotrasporto mettendoli nelle condizioni di stare sul mercato, riducendo la frammentazione, eliminando l’intermediazione parassitaria e contrastando la criminalità organizzata.
Sintesi dei documenti approvati all'assemblea di Busto Arsizio: Impariamo a vivere insieme

Accordi bilaterali
Gli accordi bilaterali avviati dai governi di centrosinistra (il 90% di quelli esistenti) hanno dimostrato di essere la strada più efficace per governare l’immigrazione. La Lega e il centrodestra ripetono “aiutiamoli a casa loro”, ma il governo Berlusconi ha ridotto le risorse per la cooperazione. Risultato: un fallimento.
Bisogna invece estendere quegli accordi e rendere operative intese che prevedano l’impegno reciproco per il contrasto all’immigrazione clandestina - terreno su cui l’Italia deve migliorare e non recedere - e l’ingresso di quote regolari tra mercati del lavoro nazionali, mercato unico europeo, area Schengen, all’interno di una politica estera di pace e cooperazione.
La dimensione puramente nazionale, però, non è sufficiente a governare un fenomeno che è per sua natura sovranazionale. L’Unione europea è impegnata da tempo nella definizione di accordi bilaterali in materia di immigrazione con i Paesi terzi di origine e transito dei flussi migratori. Occorre incrociare questo sforzo con la dimensione nazionale.
Chi nasce e cresce in Italia è italiano
Sono 864.000 i figli degli immigrati che vivono in Italia, nel 1992 erano 50.000: in queste cifre è scritto il cambiamento che l’Italia ha vissuto nell’arco di 20 anni. Questi bambini e ragazzi crescono con i nostri figli: italiani di fatto, ma stranieri per la legge perché la nostra legge sulla cittadinanza obbliga a risiedere in modo continuativo per 18 anni nel nostro Paese prima di poter rivolgere la domanda per ottenerla. In nessuno stato europeo esiste una legge così ostile nei confronti dei minori.
Bisogna preparare questi figli dell’immigrazione a essere membri della nostra comunità con relativi diritti, ma anche doveri.
La scuola
Gli alunni figli di immigrati sono il 7 per cento della popolazione scolastica. Prezioso è, in tutto questo, il lavoro silenzioso degli insegnanti. Siamo impegnati a sostenere questo carattere inclusivo, pubblico e universalistico della scuola e a contrastare le gravi politiche del governo.
Residenza europea
Dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea potrebbe scaturire una Carta europea dei diritti dei migranti che attribuisca ai migranti quelli che la Carta riconosce come diritti della persona.
Chiudere la fabbrica della clandestinità con il lavoro legale e l’integrazione sui territori
Dobbiamo promuovere un patto per la dignità e la legalità del lavoro che combatta lo sfruttamento, il lavoro sommerso e irregolare che colpisce gli italiani e gli immigrati. Bisogna ridurre i tempi per il rilascio ed il rinnovo dei permessi di soggiorno; adottare forme di regolarizzazione ad personam, riattivare le quote dell’ingresso regolare e semplificare le procedure con permessi di soggiorno umanitario per le persone che denunciano i propri sfruttatori; applicare la direttiva europea del 18 giugno 2009 che sanziona i datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare; incentivare il rimpatrio volontario degli irregolari sulla base di quanto previsto dalla direttiva europea 2008/115/EC, favorire l’ingresso di persone con profili professionali di alta qualità che apportino particolari contributi alle conoscenze scientifiche e tecnologiche, o alla qualità anche artistica della produzione, o che esercitino attività di riconoscimento e particolare valore sociale
Votare per partecipare:
Il diritto di voto amministrativo per gli immigrati rientra dentro il processo di “manutenzione” della democrazia, perché incentiva l’integrazione politica e abbassa i rischi di conflitto interetnico e di corporativismo.
Moschee e burka
La Costituzione italiana prevede la libertà religiosa e il suo esercizio quale diritto umano fondamentale. Attraverso lo strumento delle intese tra Stato italiano e confessioni religiose, l’esercizio di questo diritto è riconosciuto e praticato nel nostro Paese. Proprio per questo non si può continuare ad eludere la questione dell’esercizio della religione musulmana, la seconda religione d’Italia.
È inoltre essenziale che il governo solleciti le molte comunità musulmane a costruire tra loro un punto di sintesi per definire finalmente l’Intesa tra lo Stato e questa religione.
Burka: no al volto coperto.
Respingimenti: legge e diritti
Il diritto di richiedere asilo e il diritto di non essere respinti verso un Paese dove si corra il rischio di morte o di subire trattamenti disumani e degradanti sono sanciti dalla Convenzione di Ginevra e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
Le intercettamenti in mare e i rimpatri sono leciti solo nel pieno rispetto dei diritti umani. Deve esserci accordo tra il Paese di destinazione degli intercettati/riaccompagnati, il Paese che opera l’intercettazione e gli altri Paesi europei sui criteri per l’insediamento di coloro la cui domanda di asilo è stata accolta.
Per quanto riguarda il Trattato tra Italia e Libia il governo italiano deve applicarlo in tutte le sue parti, a partire dagli artt. 1 e 6 che impegnano le parti ad adempiere agli obblighi “derivanti dai principi e dalle norme del Diritto Internazionale universalmente riconosciuti”; deve intervenire sul governo libico perché sia riattivato l’ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite, gestito da una commissione mista libico-europea, per consentire l’attivazione della procedura del diritto d’asilo; deve inoltre rispettare l’ordine del giorno presentato dal Pd al Senato e accolto dal governo per un coinvolgimento del Parlamento medesimo nella gestione dell’Accordo Italia – Libia.
Rom
Dalle persone rom bisogna esigere il rispetto delle regole. Al contempo offrire loro le opportunità di inserimento nella società. A partire dall’obbligo scolastico dei bambini e dal superamento dei campi rom, dannosi sia per loro che per i cittadini italiani. Esistono nel nostro Paese molte esperienze positive di integrazione. L’Unione europea ha messo a disposizione da anni risorse per l’integrazione della comunità rom, che il governo italiano non ha usato.
I circoli del Pd possono e devono favorire l’incontro e la conoscenza reciproca, attraverso attività concrete come il coinvolgimento delle associazioni degli immigrati, i corsi di lingua e cultura italiana, la conoscenza e la promozione delle altre culture, il coinvolgimento dei giovani e delle donne. Ci sono esperienze importanti come quella del Circolo Esquilino di Roma o i Circoli di via Padova a Milano.
Sintesi dei documenti approvati all'assemblea di Busto Arsizio: Federalismo, risorse e riordino dei poteri

È necessario rimettere sui giusti binari la riforma autonomistica, non solo come passaggio ineludibile sul cammino del riassetto politico-istituzionale e del risanamento della finanza pubblica: ma come strumento essenziale per la ripresa economica, per una più forte competitività del sistema Italia, per assicurare la coesione sociale.
1) Dobbiamo rafforzare l’azione degli Enti locali nelle zone più difficili del Paese con meccanismi di sostegno “fra pari” (diffusione delle migliori pratiche tra Comuni, Provincie e Regioni) e di affiancamenti propriamente federali (non solo poteri sostitutivi, ma strumenti di governance condivisi)
2) Gli obiettivi più volte sbandierati dal governo, il riordino delle competenze, la semplificazione dei livelli amministrativi, il risparmio virtuoso della spesa aggregata sono stati tutti disattesi. Al di là di qualche fiammata demagogica, che non ha esitato a cavalcare le più negative campagne di delegittimazione dei poteri locali e regionali. È il federalismo delle chiacchiere, non dei fatti concreti
Partiamo dai cittadini
Bisogna mettere al centro della riforma il cittadino, il bisogno di regole, di semplicità, di partecipazione. È l’occasione per migliorare le istituzioni e, al tempo stesso, per coinvolgere i più ampi strati della cittadinanza, e in particolare i giovani, le donne e il volontariato.
Lo Stato dimagrisca a Roma e nei territori
A Roma e nei territori lo Stato deve riorganizzarsi e dimagrire notevolmente. Una grande quantità di uffici, sedi decentrate, rappresentanze varie di ministeri, agenzie statali e enti parastatali assorbe risorse ingenti in modo improduttivo e talvolta si sovrappone alle competenze locali.
La riforma deve ottenere il superamento delle duplicazioni, delle sovrapposizioni di competenza, della confusione di ruoli tra Stato, Regioni ed Enti locali.
Rigore e sobrietà nella politica e nella Pubblica Amministrazione
Il sistema delle autonomie che risulterà da questa riforma dovrà essere meno costoso di quello che si è consolidato fino a oggi, senza far mancare le risorse per i servizi essenziali.
Noi difendiamo strenuamente il valore e la dignità delle istituzioni, degli amministratori e dei lavoratori pubblici, della rappresentanza politica democratica contro ogni campagna populistica e strumentale. Proprio per questo il Pd propone senza esitazione l'esigenza di sobrietà e di rigore nell'uso delle risorse. E con essa l'urgenza di individuare soglie oggettive di riferimento (nazionali e internazionali) cui agganciare i limiti massimi di spesa per il governo locale, per la rappresentanza, per l'amministrazione attiva.
Proponiamo anche meccanismi di responsabilità individuale e collettiva in caso di
sforamento di questi tetti.
Fisco 20,20,20: Il contrasto all’evasione e all’elusione fiscale
Una sostanziale riduzione dell’evasione e dell’elusione fiscale è condizione necessaria per realizzare le riforme proposte. Non possiamo avere livelli di imposizione europei e livelli di evasione sudamericani, dato il nostro debito pubblico. L’obiettivo di medio periodo, ossia la durata ordinaria di una legislatura, dovrebbe essere il portare l’evasione italiana ai livelli medi dell’area euro. Il termini quantitativi vorrebbe dire dimezzarla e arrivare al recupero di 40-50 miliardi di euro l’anno.
Perciò, s dovrebbe procedere con i controlli a posteriori attraverso l’uso efficiente e sinergico delle informazioni già a disposizione delle amministrazioni pubbliche e con l’innalzamento della fedeltà nel pagamento delle tasse attraverso un’azione preventiva. Il governo Berlusconi ha prima eliminato i provvedimenti per combattere l’evasione fiscale, poi ha fatto i condoni per i grandi evasori (lo scudo) e infine, costretto dalla realtà, ha reintrodotto qualche pezzo di intervento contenuto nei provvedimenti di contrasto all’evasione che erano stati cancellati. La ricetta del governo ha fallito.
Irpef 20 per cento
La prima aliquota viene tagliata dal 23 al 20% e si fa in modo che vi sia un vantaggio per i giovani e per gli ultra-settantacinquenni.
Aumento delle detrazione e recupero fiscal drag per i dipendenti
La cancellazione del recupero da parte del governo di centrodestra ha penalizzato i lavoratori dipendenti. Oltre a prevedere il miglioramento dello detrazioni per i dipendenti, il Pd prevede di reintrodurre il meccanismo che evita un aumento della pressione fiscale dovuto all’inflazione.
Bonus figli
Per il sostegno alla famiglia si introduce il “bonus per i figli”, per dipendenti, parasubordinati, indipendenti (autonomi, professionisti, imprenditori).
Lavoro femminile
Per incentivare il lavoro femminile e sostenere la famiglia, si introduce una consistente detrazione fiscale ad hoc per il reddito da lavoro delle donne in nuclei familiari con figli minori.
Lavoro autonomo, professionale ed impresa al 20%
Si elimina gradualmente l’Irap sul costo del lavoro.
Si premia chi scommette sulle sue capacità imprenditoriali e sulla propria azienda: la parte di reddito reinvestita nella propria azienda, nella propria attività professionale, nella propria società non viene tassata. Il reddito ordinario percepito dal lavoratore autonomo, dall’imprenditore individuale, dalla società di persone viene tassato al 20%. Soltanto la parte eccedente va in Irpef.
Per le società di capitale, la parte di profitti ordinari reinvestiti nell’azienda non viene tassata. La vigente aliquota Ires si applica solo agli extra-profitti.
Studi di Settore
Una profonda riforma degli Studi di settore eviterà che continuino a essere una sorta di minimum tax, iniqua nei confronti dei contribuenti di dimensioni minori e, al tempo stesso, inefficace contro l’evasione. La riforma prevede, tra l’altro, la riduzione del numero degli Studi (oggi oltre 200), la revisione delle modalità di calcolo e un piano straordinario di formazione degli operatori dell’Agenzia delle entrate sul corretto funzionamento degli Studi e la modifica dei criteri di attribuzione della retribuzione di risultato
Ambiente in primo piano
Negli ultimi anni, grazie ai governi del centrosinistra, si sono fatti importanti passi avanti in termini di fiscalità ambientale. Il governo Berlusconi ha bloccato il cammino. Vogliamo riprendere il cammino seguendo il principio della “responsabilità condivisa” e del “chi inquina paga”. L’obiettivo è comprendere nel conto il costo di risorse naturali scarse e non rinnovabili e le emissioni di agenti inquinanti, spostare il carico fiscale dal lavoro alle risorse ambientali utilizzate nei processi produttivi e dai consumi nocivi ai consumi sostenibili.
Sintesi dei documenti approvati all'assemblea di Busto Arsizio: Agricoltura

Stabilizzare le agevolazioni contributive per aree svantaggiate e di montagna
Il 31 luglio sono scadute le proroghe per le agevolazioni contributive per le aziende agricole situate in territori montani e in aree svantaggiate. Non confermarle comporta l’aumento del costo del lavoro per queste imprese fra il 15 e il 25%. La proposta del Pd è di arrivare a una stabilizzazione delle agevolazioni per evitare un ulteriore aumento dei costi di produzione che danneggerebbero agricoltori e consumatori.
Riduzione dell’ accisa sul gasolio per le coltivazioni in serra
Il governo non ha confermato la riduzione dell’accisa per il gasolio per le imprese agricole impegnate in coltivazioni in serra, florivivaisti e produttori ortofrutticoli.
Queste imprese si sono trovate un aumento del gasolio e quindi dei costi di produzione e rischiano di precipitare fuori dal mercato.
Fondo di Solidarietà Nazionale
Ripristinare interamente il fondo per incentivare le assicurazioni contro le calamità naturali in agricoltura, svuotato dal governo. Se le cose non cambiano si rischia di fare passi indietro che, anziché favorire il passaggio dal pagamento a piè di lista dei danni subiti a un sistema di assicurazione privata, rischia di far fare dei passi indietro in un percorso che l’Europa ci invidia.
Fondo per il settore lattiero e caseario
Dopo la vicenda delle quote latte, nella quale il governo ha premiato di nuovo i furbi a danno degli onesti, è necessario reperire le risorse per coloro che negli anni hanno prodotto latte rispettando le regole, acquistando quote o affittandole per restare nei limiti della loro produzione. Questo fondo, previsto nella legge 33 del 2009, è stato totalmente dimenticato.
Dalla parte dei consumatori e dei cittadini
Il primo obiettivo della nuova politica agroalimentare è avvicinare il consumatore alla produzione attraverso interventi di sostegno ai negozi in città gestiti dagli agricoltori, alla vendita diretta presso le aziende e dei prodotti biologici nei bandi per le mense degli Enti pubblici.
Accanto a questi provvedimenti è comunque necessario rafforzare, con norme adeguate, la tracciabilità e l’etichettatura per contrastare frodi e sofisticazioni sulla provenienza e l’origine dei prodotti.
Sintesi dei documenti approvati all'assemblea di Busto Arsizio: La Scuola
“ La scuola italiana deve essere ascensore sociale, la funzione pubblica della scuola italiana di oggi è come quella dei tempi di don Milani” ( Rossi Doria)
Nuovo piano straordinario per un’educazione di qualità da 0 a 6 anni
Trasformare l’asilo nido da servizio a domanda individuale a diritto educativo di ogni bambina e bambino. Assicurare a tutti i bambini un posto nella scuola dell’infanzia.
Dare certezza di funzionamento alle scuole
Ogni scuola deve poter contare su un triennio certo di programmazione.
Né organico di diritto, né di fatto, ma solo quello che serve a dare continuità all’insegnamento: un organico funzionale che includa, anche per reti di scuole, personale stabile per le supplenze brevi e professionalità specializzate a supporto dei ragazzi con bisogni speciali (autismo, dislessia, discalculia).
Scuola primaria
Vogliamo l’estensione a tutto il Paese della possibilità di accedere al tempo pieno e al modulo a 30 ore con le compresenze.
Definitiva attuazione del Titolo V
Gli uffici scolastici regionali trasferiti dal ministero alle Regioni, alle quali spetta definire il dimensionamento e il numero delle autonomie scolastiche, la distribuzione nel territorio delle scuole, le specializzazioni nella scuola superiore.
Passare dai livelli essenziali delle prestazioni (Lep) ai livelli essenziali degli apprendimenti e delle competenze (Leac) per garantire l’unitarietà dell’ordinamento dell’istruzione: un ragioniere di Torino deve avere le stesse competenze di uno di Trapani, competenze utili a raggiungere gli obiettivi di Lisbona e gli standard internazionali.
Formare e reclutare gli insegnanti di domani
Serve una terapia d’urgenza per il precariato, immettendo in ruolo a tempo indeterminato i posti che ora sono coperti con incarichi annuali e quindi già considerati nella spesa. Il personale scolastico deve restare in servizio per non meno di 3 anni nella stessa scuola per garantire la continuità didattica. Introdurre la formazione in servizio obbligatoria e certificata. No alla chiamata diretta.
Lotta alla dispersione
Il tasso più alto di dispersione scolastica si ha tra gli 11 ei 16 anni. Servono quindi dei raccordi tra medie e biennio delle superiori che vogliamo unitario per aiutare i ragazzi a fare scelte più consapevoli. Obbligo di istruzione a 16 anni.
Realizzare in tutta Italia le anagrafi regionali degli studenti (oggi sono 11 su 20 Regioni).
Investire sull’istruzione tecnica e professionale di qualità
Armonizzare il sistema dell’istruzione, di competenza dello Stato con quello della formazione professionale, di competenza delle Regioni. Il divario territoriale è una delle criticità più rilevanti, da affrontare con
1) fissazione dei Livelli essenziali di apprendimento e competenze
2) la legge sull’apprendimento permanente
3) il riconoscimento, la validazione, la certificazione pubblica dei crediti e delle competenze e l’accreditamento delle strutture formative
Piano straordinario per l’edilizia scolastica
Due scuole su tre non sono a norma e solo il 46 % ha il certificato di agibilità statica, contro il 98 % della Germania, il 93 % della Francia e il 92 % dell'Inghilterra.
Le risorse stanziate, anche dall’ultimo governo di centro sinistra, spesso non possono essere spese dagli enti locali per i vincoli imposti dal patto di stabilità interno. Chiediamo per questo che dal patto vengano escluse le spese per l’edilizia scolastica.
mercoledì 20 ottobre 2010
I° Congresso cittadino PD- Convocazione

Cara democratica, caro democratico,
Dopo la costituzione del Circolo PD di Cassano Magnago nel gennaio 2008, è’ giunto il momento di rinnovare gli organismi dirigenti del partito a livello locale. Più precisamente siamo chiamati ad eleggere:
- segretario e direttivo di circolo cittadino
- segretario provinciale e delegati cassanesi all’assemblea provinciale
E’ pertanto convocato il
I° Congresso del Circolo PD di Cassano Magnago
Venerdì 22 ottobre, ore 20.30
presso la Biblioteca Comunale di via Ungaretti 2 (Scuole Medie “Fermi”)
Programma:
ore 20.30 - apertura del congresso
- relazione del portavoce
- elezione ufficio di presidenza
- deposito delle candidature a segretario di circolo e relative liste
ore 21.30 - apertura del seggio elettorale
- relazioni dei candidati segretari di circolo
- apertura dibattito
ore 23.00 - chiusura delle votazioni
- spoglio delle schede
- proclamazione degli eletti
- chiusura dei lavori
N.B. hanno diritto di voto:
- tutti i tesserati al circolo di Cassano al 18 Settembre 2010
- coloro che, già tesserati nel 2008-2009, rinnoveranno l’iscrizione entro il giorno del congresso.
Certo che non vorrai far mancare la tua partecipazione attiva alla vita del Partito, in attesa di incontrarti, ti invio i saluti più fraterni miei personali e del coordinamento cittadino.
Il portavoce
Mauro Zaffaroni
venerdì 1 ottobre 2010
Cronache dal consiglio del 29 Settembre 2010
Odg:
1- comunicazione del presidente
2- appr verbali da 32 a 40
3- piano attuativo produttivo di via di Vittorio – via 1 maggio .approvazione
4- piano attuativo media struttura via Bonicalza n. 166 ai sensi dell’art. 33 del piano delle regole . approvazione
5- verifica e salvaguardia degli equilibri di bilancio. Variazioni di bilancio
6- approvazione regolamento sui procedimenti amministrativi
7- consiliere G.B. Oliva: mozione per la modifica de “Regolamento per l’utilizzo dell’area feste”
8- gruppo consiliare PD: mozione a favore della mobilità ciclistica
9- gruppo consiliare PD: mozione a sostegno dell’autonomia degli enti locali nell’ambito della manovra finanziaria 2010 proposta dal governo
Si comincia alle 21.20.
Si osserva un minuto di silenzio in memoria del sindaco di Pollica e del militare morto in Afghanistan
1 - Coghi comunica il passaggio ufficiale di Uslenghi e gruppo nella Lega. Nelle commissioni Maida sostituisce Soldarini, Oliva sostituisce Mettifogo, Trevisol sostituisce Renna, Uslenghi sostituisce Mettifogo; Giorgetti presidente di bilancio.
Carabelli ribadisce il nostro impegno ma rimarca il fatto che alle nostre richieste non si dà risposta: chiede l’impegno del presidente e della segretaria. Preannuncia il ritiro della mozione ( punto 9 odg) perché, di rinvio in rinvio, siamo ormai fuori tempo!
Palumbo, a margine, chiede un approfondimento della sentenza del consiglio di stato per cui non è necessaria motivazione scritta per le richieste dei consiglieri.
2 – si approvano i verbali in oggetto
3 – si approva all’unanimità, non essendoci osservazioni
4 – Aliprandi legge le osservazioni della provincia. Verzaro si giustifica per non aver convocato la commissione non essendoci osservazioni. Santinello ricorda che in conferenza dei servizi erano state fatte molte osservazioni, che dovevano essere discusse in commissione. Verzaro ribatte che le osservazioni erano del consiglio e non della provincia; Soldarini chiede quale tratto di via Bonicalza avrà la linea di demarcazione tra le corsie continua. Aliprandi ribatte come il sindaco che chi avesse avuto ancora richieste avrebbe potuto presentarle, poiché alle domande fatte è sempre stata data risposta.
Palumbo riconosce la propria soddisfazione per le risposte della provincia e loda il lavoro dei capigruppo.
Carabelli dice che permangono i pesanti dubbi e le remore che avevano provocato accese discussioni nei precedenti cc.
Si approva. Noi non partecipiamo alla votazione.
5 – Bilardo illustra i tagli, soprattutto in cultura e servizi sociali.
Giorgetti elenca le nostre critiche giù espresse in commissione: lavori non attuati e neppure possibili per mancanza di fondi elencati nella relazione dell’area; immobilismo per scuole e strade e parcheggi; tagli nei servizi.
Trevisol si augura che Giorgetti presidente possa capire meglio come vanno le cose; si rammarica perché i fondi previsti per facciate e pannelli solari non sono stati ancora stati erogati.
Palumbo si augura che venga presto risolta la situazione salvaguardando il bonus figli.
Carabelli ricorda che se c’è la crisi bisogna spendere bene e attentamente; il bonus figli deve essere rivisto perché è un oltraggio per chi ha veramente difficoltà.
Puricelli denuncia lo stato delle scuole e chiede una sistematica programmazione della manutenzione.
Oliva ribatte che non è sufficiente dare ai figli; è necessario far in modo che i figli nascano.
Verzaro a Giorgetti fa notare che meglio di così non si poteva fare.
Polato loda il lavoro della commissione con Renna
Il sindaco giustifica come necessario il sacrificio della manutenzione strade e afferma che non è vero che ci sono tagli per le scuole!
L’assessore Diani elenca ciò che è stato fatto nell’ambito dei lavori pubblici.
L’assessore Bilardo si rammarica per non essere stato capito in commissione sui fondi per le facciate e altro, e afferma che i tagli sono necessari, per non venir meno ai bisogni.
Giorgetti replica a Diani che non ignoriamo ciò che si è fatto, ma lamentiamo ciò che è stato programmato e non attuato. Ricorda a Verzaro i passaggi nella commissione bilancio, carte alla mano.
Polato ripete ancora la correttezza della commissione bilancio della scorsa settimana.
Puricelli ribadisce a Bilardo la necessità della chiarezza nelle priorità e al sindaco elenca tutte le riduzioni di spesa x la cultura leggendo dal testo presentato in commissione. Esprime dubbi sui “ribassi d’asta”: non saranno anche ribassi nella qualità del servizio?
Soldarini chiede quando si pagherà il bonus figli.
Santinello riconosce che alcuni lavori da lui indicati ( via Sardegna, via Buffoni, via Vitruvio…) sono stati effettuati, sebbene altri restino ancora da avviare. E la tangenziale? Ci rendiamo conto che costerà molto di più? E Uslenghi ora in maggioranza, come si comporterà su questo tema?
Bilardo risponde:
- ci sarà il bonus figli
- il ribasso d’asta si fa su un capitolato; si faranno controlli sulla qualità.
Uslenghi dice che non ha cambiato idea sulla tangenziale, ma aderendo alla lega ne accoglie il programma.
Soldarini chiede ancora a quando il pagamento del bonus figli
Il sindaco risponde che si vedrà, in rapporto alle disponibilità.
Si approva con 16 sì e 4 no (noi)
6 – la segretaria illustra e si approva all’unanimità. Due nostre osservazioni in merito erano già state recepite in conferenza capigruppo.
7 – la mozione Oliva viene ritirata; sarà ripresentata come delibera nel prossimo consiglio
8 – Puricelli illustra la mozione sulla mobilità ciclistica; il sindaco ricorda che il comune sta attivandosi, ma non avrà un punteggio elevato nella graduatoria regionale; Mettifogo dice che non c’è speranza perché non abbiamo stazioni; per Santinello se si farà il collegamento con Sciarè si potrà giungere alla stazione; Maida chiede di ritirare la mozione per inserire la richiesta in un più ampio contesto di richieste comunali. Giorgetti sottolinea la positiva condivisione; per Carabelli non si ritira la mozione, ma - se la si condivide- la si vota, per dare segnali di cambiamento nella viabilità. Verzaro invece la ritiene non fattibile e quindi da respingere. Maida precisa che non si può votare perché non si può impegnare la giunta a fare una cosa impossibile: pur essendo d’accordo nel contenuto, non sottoscriverà la forma.
Carabelli propone una modifica nel testo ( “valutare” in luogo di “usufruire”) che viene accolta, e la mozione viene approvata all’unanimità.
La seduta è tolta alle 23.50
Allego il testo della mozione
Al Sig. Sindaco
Al Presidente del Consiglio Comunale
E p.c. ai sigg. capigruppo
Cassano Magnago
Oggetto: MOZIONE : a favore della mobilità ciclistica
Premesso che
- in data 06/08/2010, e con scadenza 11/10/2010, la Regione Lombardia ha emesso il bando n. 7948 “INTERVENTI PER FAVORIRE LO SVILUPPO DELLA MOBILITA’ CICLISTICA,
- tale bando prevede il cofinanziamento regionale pari al 50% della spesa per la costruzione di piste ciclabili, strutture che agevolino il transito dei ciclisti e parcheggi per biciclette;
- si è rilevata più volte rilevata necessità di favorire l’uso dei mezzi in oggetto ed in particolare l’accesso con le biciclette a luoghi tradizionalmente raggiunti in questo modo,
il CC impegna la Giunta a valutare questa ottima opportunità per creare:
- parcheggio per biciclette presso il mercato comunale
- parcheggio per biciclette presso la biblioteca comunale
- canalina per bici a mano in via Volta ( scaletta)
il gruppo consiliare del PD
Carabelli, Giorgetti, Puricelli, Santinello