martedì 9 marzo 2010

Aperitivo di inaugurazione nuova sede:
Sabato 13 marzo.


Elezioni Regionali: un test per la Lombardia, l’Italia e la democrazia

1. Arrivate alle Poste in ritardo e vedete chiudervi in faccia la saracinesca. Che cosa fate?

a) imprecate alla vostra inettitudine;

b) gridate a una congiura del postino.


2. Vostro figlio non viene ammesso a un concorso pubblico perchè ha tralasciato di presentare un documento indispensabile. Che cosa fate?

a) vi rimproverate di aver cresciuto un figlio tonto;

b) inscenate un sit-in di protesta davanti al TAR.

Rispondendo “b” a entrambi i quiz, questo povero Paese non passerà mai l’esame di civiltà e democrazia. E’ quanto è accaduto al PdL in Lazio e in Lombardia:i berlusconiani hanno tuonato che la democrazia è in pericolo e minacciato prove di forza e il Presidente del Senato Schifani ha dichiarato che non bisogna badare alla forma ma alla sostanza. Ciliegina sulla torta, si sono fatti il decretino di comodo per rimediare ai propri pasticci.

Verrebbe da dire: dilettanti allo sbaraglio che si fanno del male da soli, altro che “partito del fare” e congiura delle “toghe rosse”. E ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere, perché Italia e Lombardia sono nelle mani di un centrodestra arrogante e ormai eversivo, oltre che pasticcione. Noi non abbiamo tifato perchè il Pdl fosse escluso dalle elezioni, perché non ci piace correre da soli e il confronto è l’anima della democrazia. Ma la democrazia è fatta di regole, trasparenza e procedure che non si possono cambiare a piacimento. Il PdL aveva il dovere di cercare una soluzione confrontandosi con le opposizioni, invece di inscenare una prova di forza con il Presidente e perpetrare poi l’ennesimo abuso di potere.

Se c’è un pericolo vero per la democrazia, dunque, viene da questa destra che - caso unico in Europa – ha in odio le regole e le cambia a partita già iniziata, non ha senso dello Stato e delle istituzioni, mette il bavaglio all’informazione della TV pubblica, legifera privilegi per il suo capo, protegge personaggi indifendibili e intanto perde fiumi di denaro pubblico attraverso le maglie della corruzione.

Perfino la nostra Cassano, nel suo piccolo, subisce l’arroganza di costoro che, prima ancora di essere ammessi alla competizione elettorale, hanno tappezzato i tabelloni con ben 32 manifesti di un loro candidato.

Al di là delle complicate valutazioni giuridiche del caso, le vicende degli ultimi giorniva richiedono una lettura politica: si è messa a nudo una crisi profonda del PdL in tutta Italia. Una crisi identitaria, oltre che organizzativa, che viene da lontano, perchè in Italia un centrodestra moderato e moderno non è mai nato, né politicamente né culturalmente, e non si crea con uno spot pubblicitario lanciato dal predellino. Per questo il PdL ha difficoltà perfino nel redigere liste e listini, per i quali non dev’essere facile trovare candidati credibili (non inquisiti né collusi) da inserire tra ballerine e igieniste dentali del premier.

Casella di testo: I FALLIMENTI DI FORMIGONI §	svuotamento di Malpensa §	sfascio del sistema ferroviario regionale §	inarrestabile deriva privatistica di sanità e scuola §	cementificazione senza regole del territorio §	inquinamento atmosferico da record europeo §	ritardi e pastoie nell’organizzazione dell’ExpoPerfino Formigoni è rimasto vittima delle faide interne al centrodestra, schiavo della ingordigia delle correnti interne al PdL che hanno litigato fino all’ultimo e gli hanno impedito di fare le cose per bene: non dev’esser stato facile raccogliere e autenticare le firme sotto un listino che continuava a cambiare! E’ un pasticcio che segna una gravissima caduta di credibilità della classe dirigente del centrodestra lombardo. Formigoni, al governo della Lombardia da 15 anni, è ormai un’esausta replica di se stesso. Il meglio l’ha già dato in passato e ora non ha più alcuna spinta vitale né capacità innovativa. Il sistema Formigoni, chiuso e autoreferenziale, ha perso la capacità di governare lo sviluppo della Regione ed è un passo indietro rispetto alla Lombardia che aspetta un rilancio.

E che dire dei 300.000 € sperperati per inaugurare a porte chiuse il cantiere della Pedemontana a Cassano? Arroganza del potere e uno schiaffo in faccia ai cassintegrati e licenziati a causa della crisi!

Formigoni è campione nell’inaugurare tutti gli Asili Mariuccia della Lombardia ma non è più in grado di farsi sentire a Roma: basti ricordare la sconfitta di Malpensa e il federalismo fiscale che, da quando Berlusconi è al governo, è rimasto lettera morta.

Il sistema Lombardia, per tornare a funzionare, ha bisogno di energie nuove, di capacità espansive ed inclusive. Ha bisogno un Governatore competente e moderno. Ha bisogno di un uomo come Penati.

Mauro Zaffaroni, portavoce

Interpretare la città per difendere il territorio

Abbiamo spesso criticato la Giunta di centrodestra per la sua inesistente sensibilità per lo stato del verde cittadino. In quasi 10 anni di governo, a fronte dei tanti alberi rasi al suolo pur con motivazioni condivisibili (come la sicurezza in piazzale Mazzucchelli, la viabilità in via Ungaretti e l’onerosa manutenzione alle scuole Orlandi) non un solo albero è stato piantato in compensazione dei tagli, le condizioni di abbandono della Bôza sono sotto gli occhi di tutti e il Bosco di Città in prossimità del cimitero rimane solo una bella intenzione nel cassetto. Per la Giunta Lega-PdL si tratta di un bilancio pesantemente negativo sul versante ambientale. Da noi chiamato in causa sull’argomento, l’Assessore alle politiche del territorio Aliprandi ha risposto: “Vincete le elezioni, poi potrete parlare”, esprimendo un tale disprezzo delle regole democratiche, cioè il diritto/dovere di critica da parte della minoranza, che non merita repliche.

Non si può invece tollerare che la stessa arroganza venga usata da un amministratore nei confronti di alcuni cittadini che denunciano le storture di un PGT (Piano di Governo del Territorio) mostruoso, che gli si ritorce contro, soprattutto in momenti come questo di grave crisi economica per gli operatori del settore edilizio e per i cittadini stessi (o forse c’è ancora qualche “negazionista” in circolazione?).

Passi tacciare la minoranza di opposizione pregiudiziale, ma rispondere che non sono problemi del Comune (La Prealpina del 11.2.10) quelli lamentati da cittadini del Boschirolo, è segno di una gravissimo degrado dei rapporti tra la città e chi la governa. Chi altri dovrebbe dare risposte ai cittadini se non coloro che ogni giorno ne vantano la rappresentanza? Chi l’ha voluto, chi l’ha votato questo PGT che ogni giorno si dimostra sempre più devastante per il territorio stesso e si ritorce contro gli interessi dei cittadini stessi?

L’Assessore si assuma le proprie responsabilità, non solo nei confronti dei suoi mentori politici regionali ma anzitutto nei confronti della città e dei suoi residenti.

Da parte nostra ci siamo fortemente opposti alla sconsiderata cementificazione del non-edificato che, soprattutto nella porzione sud del nostro Comune, promette solo ferite irrimediabili al territorio e vantaggi solo per i grandi operatori. E’ il caso, per esempio, della cosiddetta Torre Nives, la cui realizzazione richiederebbe opere idrauliche sul Tenore prima non previste e che vanno a modificare pericolosamente l’equilibrio idrogeologico del territorio, deviando il corso del torrente.

Abbiamo registrato invece con favore una posizione diversa da parte della Lega nelle parole del Presidente della Commissione Territorio, il quale ha dichiarato di voler “fare il tagliando” al PGT. Se si tratta di scaramucce interne alla coalizione di centrodestra, di questi tempi sempre più litigiosa, poco ci importa. Tuttavia riteniamo che una più rigorosa attenzione ai problemi ambientali e una più intelligente applicazione delle norme di compensazione delle volumetrie porterebbero significative migliorie all’attuale strumento, per lo meno in termini di uno sviluppo ecologicamente ed economicamente più sostenibile.

Se dunque da parte della Lega emerge la volontà di rivedere il destino urbanistico della zona sud e non fare un semplice maquillage al PGT, allora il PD è pronto, come sempre, a fare la sua parte nell’interesse della città. Di più, il PD rimette da subito a disposizione il suo principale emendamento all’attuale PGT: prevedere, con un adeguato contenimento della volumetria generale, di concentrare la reale possibilità edificatoria in un numero più ristretto di zone del territorio comunale.


Mauro Zaffaroni, Portavoce