Lo “spettacolo” della drag queen, che domenica scorsa ha avuto come inopportuno scenario il parco della Magana, e come esterrefatti spettatori anche genitori e bambini intenzionati a godersi una bella serata di prima estate, e ciò che la stampa ci preannuncia per il prossimo venerdì sera motiva qualche osservazione e postula qualche domanda.
Anzitutto, un appunto per l’assessore alla cultura, che come ciclista assapora spesso di persona la piacevolezza del parco: egli avrà certamente toccato con mano il “genius loci” della Magana, evidentissimo se consideriamo qualche dato storico.
Da principio, infati, fu un possidente cassanese, benestante e benefattore, che avrebbe voluto destinare villa e parco di famiglia a casa di riposo per sacerdoti anziani.
Poi un parroco e un sindaco – comunista – si accordarono perché, per il bene comune, il luogo divenisse di pubblica fruizione.
Quindi, i progetti e le soluzioni ambientali e architettoniche e la sistemazione del parco e la recinzione, omaggio ad una tradizione padana che si voleva far rivivere coerente con il contesto.
Idee, progetti, persone diversi, ma un unico comun denominatore: il bello e il bene della collettività, nella serenità della natura e nella gioia dello spirito.
E allora, le domande!
All’assessore – giovane e sportivo frequentatore del parco-: come pensa di agire coerentemente con l’anima di questo luogo? Quale progettualità? Quale valorizzazione nell’ottica del bene della nostra comunità?
Al sindaco leghista, che - sia come sindaco che come leghista - dovrebbe avere a cuore la difesa del nostro territorio e del nostro patrimonio anche culturale: che cosa ancora dovremo vedere prima che egli si preoccupi non solo della forma, ma della sostanza del nostro contesto e del ben vivere dei suoi concittadini?
Ancora al sindaco, padre di famiglia: che cosa avrebbe risposto alle sue bambine se, come è capitato a un altro padre come lui, si fosse trovato in Magana, con l’intento di passare qualche ora serena con la sua famiglia in un sera tiepida di prima estate e si fosse invece imbattuto in ben altro?
Ai Cassanesi, che si lamentano con rassegnato mugugno e scuotimento del capo: perché tutti insieme non ci facciamo sentire? Perché non ci riappropriamo delle nostre tradizioni e dei nostri luoghi? Una decisa azione di presidio del territorio, e una puntuale difesa delle sue tradizioni e dei suoi valori comportano una ferma opposizione a fatti o eventi non consoni al luogo e alle persone che lo frequentano, da parte di chi ha a cuore il bene e il bello della nostra comunità.
I consiglieri comunali del PD
1 commento:
Buongiorno, scrivo a nome del Comitato del Parco della Magana, Comitato costituito dai residenti delle abitazioni limitrofe al Parco della Magana.
Da parte nostra, dal 2005, anno di inaugurazione del chiosco bar realizzato sotto le nostre abitazioni e che da allora ci ha reso la vita insopportabile, non siamo stati a guardare.
Dopo numerosi solleciti fatti all'Amministrazione Comunale ed alla Polizia Municipale per far cessare il rumore che ci affligge oramai da anni, abbiamo presentato pochi giorni fa un esposto alla Procura della Repubblica, Alla Corte dei Conti Regione Lombardia, A.R.P.A., A.S.L. oltreché per conoscenza al Sindaco ed alla Polizia Municipale affinché sia fatta rispettare e tutelare la nostra salute ed i nostri diritti.
Dato che sino ad oggi non siamo stati ascoltati da chi dovrebbe garantire la salute dei propri cittadini, speriamo che gli Enti di Controllo di competenza possano far chiarezza e ridarci ciò che ci è stato ingiustamente tolto.
Vi assicuriamo che non staremo a subire passivamente tutto ciò, ma siamo decisi ad andare fino in fondo per difendere la nostra salute, il nostro territorio e le nostre tradizioni.
Cordiali saluti.
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