Lo spettacolo inverecondo cui i cittadini hanno assistito nei consigli comunali del 16 e 17 scorso ha sancito la profonda frattura tra i due partiti di maggioranza, risultato finale delle profonde crepe apertesi nel recente passato con le dichiarazioni dei rispettivi segretari politici e con il comportamento di consiglieri comunali e presidenti di commissone.
La diserzione dell’intero gruppo della Lega e perfino del Sindaco, in prima convocazione, e quella successiva del PdL in seconda convocazione (i gruppi “aggregati” come al solito assenti politicamente, quand’anche presenti fisicamente da vere e proprie comparse) ha umiliato il ruolo del Consiglio Comunale, ridotto a teatrino del potere locale.
Le successive dichiarazioni dei capigruppo di maggioranza, che hanno candidamente ammesso la figuraccia, confermano la frana politica su cui ormai si muovono i due partiti di maggioranza. E ci chiediamo ancora una volta come possa l’UdC rimanere immobile in questo sisma politico.
Ma che cosa nasconde il pasticciaccio prima procedurale (un iter amministrativo urbanistico impantanato su questioni viabilistiche pretestuose, commissioni convocate in extremis e in orari inammissibili) ma poi anche politico (un emendamento del presidente della commissione competente –il leghista ormai sconfessato Verzaro- presentato senza la sua firma)? Quali interessi si muovono dietro un’operazione urbanistica, in apparenza niente affatto complessa, per la quale ci si appella tartufescaamente ad un intervento dell’amministrazione provinciale per sciogliere i nodi che l’amministrazione di Cassano crea da sè ?
Ce lo chiediamo da un bel po’, ma ora se lo chiedono anche i cittadini. I quali, siamo certi, di qui al 2012 dovranno porsi molte altre domande prima di riconfermare il centrodestra alla guida della città.
19 giugno 2010
Partito Democratico
Circolo di Cassano Magnago
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