martedì 9 marzo 2010

Elezioni Regionali: un test per la Lombardia, l’Italia e la democrazia

1. Arrivate alle Poste in ritardo e vedete chiudervi in faccia la saracinesca. Che cosa fate?

a) imprecate alla vostra inettitudine;

b) gridate a una congiura del postino.


2. Vostro figlio non viene ammesso a un concorso pubblico perchè ha tralasciato di presentare un documento indispensabile. Che cosa fate?

a) vi rimproverate di aver cresciuto un figlio tonto;

b) inscenate un sit-in di protesta davanti al TAR.

Rispondendo “b” a entrambi i quiz, questo povero Paese non passerà mai l’esame di civiltà e democrazia. E’ quanto è accaduto al PdL in Lazio e in Lombardia:i berlusconiani hanno tuonato che la democrazia è in pericolo e minacciato prove di forza e il Presidente del Senato Schifani ha dichiarato che non bisogna badare alla forma ma alla sostanza. Ciliegina sulla torta, si sono fatti il decretino di comodo per rimediare ai propri pasticci.

Verrebbe da dire: dilettanti allo sbaraglio che si fanno del male da soli, altro che “partito del fare” e congiura delle “toghe rosse”. E ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere, perché Italia e Lombardia sono nelle mani di un centrodestra arrogante e ormai eversivo, oltre che pasticcione. Noi non abbiamo tifato perchè il Pdl fosse escluso dalle elezioni, perché non ci piace correre da soli e il confronto è l’anima della democrazia. Ma la democrazia è fatta di regole, trasparenza e procedure che non si possono cambiare a piacimento. Il PdL aveva il dovere di cercare una soluzione confrontandosi con le opposizioni, invece di inscenare una prova di forza con il Presidente e perpetrare poi l’ennesimo abuso di potere.

Se c’è un pericolo vero per la democrazia, dunque, viene da questa destra che - caso unico in Europa – ha in odio le regole e le cambia a partita già iniziata, non ha senso dello Stato e delle istituzioni, mette il bavaglio all’informazione della TV pubblica, legifera privilegi per il suo capo, protegge personaggi indifendibili e intanto perde fiumi di denaro pubblico attraverso le maglie della corruzione.

Perfino la nostra Cassano, nel suo piccolo, subisce l’arroganza di costoro che, prima ancora di essere ammessi alla competizione elettorale, hanno tappezzato i tabelloni con ben 32 manifesti di un loro candidato.

Al di là delle complicate valutazioni giuridiche del caso, le vicende degli ultimi giorniva richiedono una lettura politica: si è messa a nudo una crisi profonda del PdL in tutta Italia. Una crisi identitaria, oltre che organizzativa, che viene da lontano, perchè in Italia un centrodestra moderato e moderno non è mai nato, né politicamente né culturalmente, e non si crea con uno spot pubblicitario lanciato dal predellino. Per questo il PdL ha difficoltà perfino nel redigere liste e listini, per i quali non dev’essere facile trovare candidati credibili (non inquisiti né collusi) da inserire tra ballerine e igieniste dentali del premier.

Casella di testo: I FALLIMENTI DI FORMIGONI §	svuotamento di Malpensa §	sfascio del sistema ferroviario regionale §	inarrestabile deriva privatistica di sanità e scuola §	cementificazione senza regole del territorio §	inquinamento atmosferico da record europeo §	ritardi e pastoie nell’organizzazione dell’ExpoPerfino Formigoni è rimasto vittima delle faide interne al centrodestra, schiavo della ingordigia delle correnti interne al PdL che hanno litigato fino all’ultimo e gli hanno impedito di fare le cose per bene: non dev’esser stato facile raccogliere e autenticare le firme sotto un listino che continuava a cambiare! E’ un pasticcio che segna una gravissima caduta di credibilità della classe dirigente del centrodestra lombardo. Formigoni, al governo della Lombardia da 15 anni, è ormai un’esausta replica di se stesso. Il meglio l’ha già dato in passato e ora non ha più alcuna spinta vitale né capacità innovativa. Il sistema Formigoni, chiuso e autoreferenziale, ha perso la capacità di governare lo sviluppo della Regione ed è un passo indietro rispetto alla Lombardia che aspetta un rilancio.

E che dire dei 300.000 € sperperati per inaugurare a porte chiuse il cantiere della Pedemontana a Cassano? Arroganza del potere e uno schiaffo in faccia ai cassintegrati e licenziati a causa della crisi!

Formigoni è campione nell’inaugurare tutti gli Asili Mariuccia della Lombardia ma non è più in grado di farsi sentire a Roma: basti ricordare la sconfitta di Malpensa e il federalismo fiscale che, da quando Berlusconi è al governo, è rimasto lettera morta.

Il sistema Lombardia, per tornare a funzionare, ha bisogno di energie nuove, di capacità espansive ed inclusive. Ha bisogno un Governatore competente e moderno. Ha bisogno di un uomo come Penati.

Mauro Zaffaroni, portavoce

1 commento:

sergio ha detto...

La sinistra ha bisogno di innovarsi, tralasciando vecchie ideologie di partito e prendendo posizione anche su temi delicati come può essere quello del federalismo fiscale. Un esempio, in tal senso, è rappresentato dal pensiero di Ricolfi nel suo ultimo saggio sulla contabilità nazionale del paese "il sacco del Nord".