giovedì 17 dicembre 2009

Giovani bulli o razzisti in erba?

GIOVANI BULLI O RAZZISTI IN ERBA?

… Ci auguriamo senz’altro che non si tratti né dell’uno né dell’altro fenomeno. Ma il recente fatto di cronaca che ha visto a Cassano Magnago un gruppo di ragazzi di età compresa tra i 13 e i 17 anni prendere a calci un coetaneo serbo, secondo quanto riportato dai giornali al grido di “serbo di m…”, ci impone interrogativi inquietanti.

Anzitutto, bullismo o razzismo? Le parole che hanno accompagnato la violenza fanno propendere senz’altro per il secondo: il clima di paura per il diverso, di ostilità per lo straniero, di sfruttamento del povero, che negli anni recenti e in modo costante abbiamo visto crescere attorno a noi, è senz’altro alla base dell’episodio. Non possiamo non essere sgomenti di fronte al fatto che ragazzi cresciuti insieme, amici o compagni di classe e di giochi fino a pochi secondi prima si trasformino in piccole belve.

La famiglia, la scuola, noi tutti adulti a vario titolo educatori ( non dimentichiamo che per i giovani i nostri comportamenti sono sempre modelli, recepiti più o meno consapevolmente, ma sempre) abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità? Abbiamo fornito esempi positivi? Abbiamo progettato e attuato percorsi di formazione alla conoscenza e all’accoglienza? Abbiamo valorizzato e attivato tutte le risorse che le molte agenzie educative presenti sul territorio offrono? Abbiamo creato attorno ai nostri figli quell’aria di positività e serenità che sono indispensabili per una crescita vera?

In altre parole, se l’episodio si inquadra nel generale momento di aggressività, intolleranza, tracotanza del mondo ricco nei confronti dei poveri che bussano alle nostre porte, non possiamo però non chiederci se l’educazione abbia fatto la sua parte, se cioè si sia lavorato per prevenire, nei gruppi sportivi, con una ricca vita di oratorio, nell’ aggregazione amicale, nella partecipazione politica e sociale, attraverso l’avvio al volontariato, inteso come palestra di attenzione, riflessione e disponibilità verso gli altri…

Stiamo forse raccogliendo ciò che negli anni recenti abbiamo seminato. Non nascondiamoci che violenza chiama violenza, sia essa fisica, sia essa verbale: i giovani ci guardano, ci giudicano, ci imitano.

Lo scarso interesse che molti giovani sembrano manifestare nei confronti dell’impegno sociale, culturale, morale, non è forse frutto di atteggiamenti opportunistici, edonistici, egoistici, superficiali, fondati sull’apparire e non sull’essere, che il nostro mondo veicola in tanti modi.

E la politica? Anche questa ha le sue colpe, e tante!, diventata ( com’è) palestra di aggressività, di offese, di insulti, di denigrazione, di voci troppo alte spesso vane e vuote… Forse è fondamentale anche a Cassano una radicale inversione di rotta, che coinvolga ed impegni tutti e ciascuno secondo il proprio ruolo e le proprie specificità: ma tutti e ciascuno davvero, dal cuore oltre che dall’intelligenza!

Coordinamento PD Cassano M.go


Condanniamo il gesto ed invitiamo a moderare i toni

L’aggressione del 13 dicembre in cui è stato oggetto il Presidente del Consiglio è atto da condannare con tutte le nostre forze, come gesto di violenza, di intolleranza, di oltraggio alla persona e di spregio in un momento di associazione e partecipazione civile e politica.

La gravità dell’episodio si può in qualche modo riferire alle condizioni psichiche del protagonista dello stesso, ma si può forse anche inquadrare in un clima di costante tensione, provocazione, conflittualità permanente che, ormai, nonostante gli appelli di ogni genere e da ogni parte, sembra connotare in crescendo la convivenza e il dibattito politico in Italia.

Pochi minuti prima dell’episodio, ne abbiamo avuto un’ennesima dimostrazione: tutti abbiamo seguito attraverso i mass media, parte del discorso dello stesso Berlusconi, che ha apostrofato i suoi contestatori proponendo un “pacato dialogo” e ha concluso gridando per tre volte quel “vergogna!” che tante volte sentiamo usare dai politici soprattutto di destra: chi usa tale nome e il relativo verbo “vergognatevi” esprime di fatto un giudizio negativo, che non tiene conto del fatto che nella vita ci si deve vergognare solo del male che eventualmente si compie, e che una delle regole cardine della democrazia è l’espressione libera del proprio pensiero, di cui non vergognarsi mai!

Mentre quindi ci associamo all’unanime esecrazione di un assurdo e incivile gesto, auspichiamo da parte di tutti – ciascuno nel proprio contesto e secondo le proprie specificità – un cambiamento di fatto nei modi e nei toni, che restituisca al dibattito politico quella correttezza che tutti a parole auspichiamo.

venerdì 11 dicembre 2009

IL PD NON DA' I NUMERI (e i conti non tornano nelle aziende e nelle famiglie dei lavoratori cassanesi)

Sono molto dispiaciuto che al confronto costruttivo Morniroli preferisca ancora una volta la polemica e avanzi dubbi sulle cifre della crisi economica cassanese che abbiamo illustrato il 3 dicembre scorso.

Le fonti di questi dati sono state citate molto esplicitamente durante la nostra assemblea pubblica e i consiglieri comunali di maggioranza presenti in sala Mandelli ne sono testimoni.

Tuttavia non abbiamo difficoltà a ripeterlo: si tratta di fonti ufficiali, dati pubblici ottenibili dallo SMAIL (Sistema di Monitoraggio Annuale delle Imprese e del Lavoro) della Camera di Commercio di Varese su dati propri INPS e dal Monitoraggio Cassa Integrazione Guadagni della CGIL provinciale. Alcuni sono stati presentati al tavolo di concertazione provinciale del 19 ottobre scorso.

Ovviamente siamo disponibili a illustrarli personalmente al Sig. Sindaco, qualora ce ne faccia richiesta, benchè gli strumenti informatici di oggigiorno siano a prova di SanTommaso. Ma, stando ai giornali, sembra che il Sindaco si informi solo presso le banche.

La richiesta dei nominativi delle aziende, poi, è capziosa, trattandosi ovviamente di dati che, come si può facilmente immaginare, vengono forniti con tutte le garanzie di anonimato.

Quanto alle aziende che chiudono i battenti, anche noi vorremmo che si trattasse solo di formalità burocratiche. Purtroppo, però, i corrispondenti 445 disoccupati del 2009 sono uomini e donne in carne e ossa.

La verità e che mentre il PD si preoccupa delle famiglie dei cassintegrati, la “finanza creativa” del Ministro leghista dell’Economia, per coprire le spese correnti dello Stato nella finanziaria del 2010, arriva alla sfrontatezza di voler metter mano ai 3,1 miliardi di Euro del Fondo di Garanzia del TFR presso l’INPS, soldi delle aziende e dei lavoratori: è a questi, evidentemente, che la Lega vuol far pagare i costi della crisi.

Ciò detto, per quanto concerne Cassano, il PD rimane ostinatamente desideroso di discutere le sue proposte in Commissione socio-assistenziale.

Mauro Zaffaroni

Portavoce Circolo PD

Cassano Magnago