Oggi ricorre il primo anniversario della scomparsa di Giuliano Gasparoli.
Il ricordo di lui mi fa tornare alla mente una famosa frase di Enzo Biagi: “Quando muore un anziano, brucia una biblioteca”: per Cassano, la scomparsa di Giuliano Gasparoli è stata questo e anche di più! La sua morte ha lasciato un vuoto grandissimo nella nostra comunità cassanese, di cui è stato per decenni protagonista e voce critica, nella vita religiosa come nell’ambito sociale, politico, assistenziale e culturale.
Profondamente credente, di animo buono e generoso, dotato di acuto senso critico e capacità di riflessione intensa, è stato sempre parrocchiano impegnato, e soprattutto attivo testimone, non limitandosi a un ristretto ambito di cristianesimo autoreferenziale, ma prodigandosi per fede e carità in ogni situazione o circostanza di bisogno.
Componente del CAV cittadino – di cui è stato tra i promotori- , ha sempre operato in aiuto a tutte le povertà che nel tempo hanno connotato la nostra vita sociale e cittadina.
Figlio del primo deputato cassanese della Repubblica, cresciuto in ambito familiare e amicale fortemente convinto del valore della politica come impegno e servizio, e non come ricerca di profitto o tornaconto, spesso amareggiato negli anni più recenti di fronte a distorsioni, malaffare e corruzione, intollerabili per il suo alto concetto del lavoro politico, attivo prima nella DC, poi nella Margherita e infine nel PD, si è posto sempre come voce critica, ma positiva e propositiva nel quadro cittadino, sollecitando e consigliando, ricercando e promuovendo, sempre nell’ottica e con il fine del bene comune.
Cultore di storia e tradizioni locali, aveva scritto molto: dalle memorie del padre al dialetto cassanese, dalla recente storia locale a figure significative della nostra città. Le ultime sue fatiche, del corrente anno 2008, sono state una raccolta di note di storia politica locale dagli inizi del ‘900 e una meticolosa e tenace, ma infine fruttuosa ricerca d’archivio sul senatore del regno Francesco Cagnola, nato a Cassano nel 1828.
E invitato nelle classi, egli ha trasmesso notizie, aneddoti, informazioni e curiosità a tanti giovani e ragazzi…
Il suo ricordo, quindi, è per noi anche un molteplice invito, che nasce dall’esempio di vita, di generosità, di coerenza e rigore che egli ci ha lasciato e che non dobbiamo affatto sottovalutare o disperdere.
Luigia Puricelli
Capogruppo PD in consiglio comunale
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