lunedì 12 ottobre 2009

La torre della cuccagna

Nel Consiglio Comunale del 22 luglio scorso la maggioranza PdL-Lega-Udc e i “supporters” della Lista Usleghi (non sapremmo come meglio definirli) hanno approvato senza batter ciglio un importante intervento urbanistico che ha dato un ulteriore impulso alla dissennata cementificazione della Città. Ci riferiamo all’APC23, cosiddetta Torre Nives: 10 piani, 60 metri di altezza alla porta sud della città.
Non entriamo nel merito di scelte architettoniche e stilistiche, per certi aspetti apprezzabili. Per esempio, costruire in altezza anzichè in superficie, per evitare il consumo di territorio, è un principio condiviso. Purtroppo non è il caso di questo progetto: qui non si realizza un grattacielo immerso nel verde, bensì una torre posata su una distesa di asfalto destinata ai parcheggi.
Ma siamo soprattutto allarmati per le gravi conseguenze derivanti da un uso spregiudicato del Piano di Governo del Territorio (PGT), da noi già ampiamente contestato perchè sbilanciato, sovradimensionato rispetto alle esigenze del territorio cassanese e volutamente esposto alle incursioni dei padroni del mattone. A soli due anni dall’entrata in vigore del PGT, la maggioranza già lo disconosce: ha stabilito vincoli sulla carta per poi superarli “in deroga” durante la fase di contrattazione con i costruttori. E questo non è che l’inizio!
Anzitutto la deroga sull’altezza. Essa non solo produce un impatto paesaggistico molto rilevante ma soprattutto introduce un precedente grave e poco controllabile in futuro.
In secondo luogo la deroga sui limiti ambientali. Poiché l’intervento si insedia sull’area di rispetto del torrente Tenore, esso richiede opere di difesa dalle esondazioni, che verranno realizzate dall’operatore immobilare. Ma prima di questo intervento nessun piano idrogeologico prevedeva queste specifiche opere. Quand’anche utili, tali opere lo sarebbero solo in seguito alla scelta di derogare a favore dell’APC23. Dunque si fanno opere pubbliche per giustificare l’intervento dei privati? Qui si capovolgono le regole e si fanno scelte urbanistiche dettate dalle esigenze degli immobiliaristi.
Infine l’APC23, così strutturato e svincolato da un progetto di più ampio respiro sulla vocazione urbanistica dell’intera area di sviluppo edilizio in questione (tra Fagnano e Cassano), rischia di diventare una cattedrale nel deserto. Come si può pensare a così forti incrementi insediativi in un’area tanto decentrata e carente di servizi? Ci sono esempi vicini, vedi i grattacieli di S.Stefano e di Carnago: vi sembrano interventi apprezzabili? Il secondo, infatti, è stato recentemente abbattuto.
A queste osservazioni la maggioranza replica con gli argomenti più venali. Il Presidente Leghista della Commissione Territorio, affiancato dal PdL, afferma che il progetto è eccezionale e soprattutto permette di introitare molto, molto denaro. Anzi, di questi operatori ce ne vorrebbe uno tutti i giorni! La Lista Uslenghi, poi, auspica non una ma due, quattro torri. Non di 60 ma di 80, 100 metri, ai quattro punti cardinali della città! Che dire? Arrivati a questo punto, in Consiglio Comunale, sembrava si discutesse non più della Torre Nives ma della Torre della Cuccagna!

Mauro Zaffaroni
Portavoce Circolo di Cassano Magnago

Nessun commento: