domenica 1 febbraio 2009

Lettera aperta al sindaco di Cassano Magnago

Egr

Cassano Magnago gennaio 2009

Egr. Sig. Sindaco,

nell’intervista apparsa sul quotidiano LA PROVINCIA il 9 gennaio scorso, a proposito dell’ex chiesa di San Giulio, Lei dichiara che “nella minoranza c’è una componente che trent’anni fa voleva cancellare questa testimonianza delle nostre radici per costruire un condominio”.

Avendo potuto seguire la vicenda da vicino, in qualità di consigliere comunale negli anni 1985-1997, mi trovo costretto ad intervenire sia per ripristinare la verità dei fatti, sia per difendere la memoria di Luigi Regalia, compianto protagonista della politica cassanese (del quale è ricorso nei giorni scorsi il 9° anniversario della scomparsa) che fu tra i primi a riconoscere, con i fatti, il valore culturale di quell’edificio di proprietà del Comune, già chiesa, già municipio, già casa del fascio, poi rivendita di alimentari ed in ultimo abitazione.

Negli anni 1975-85 le giunte di sinistra PCI-PSI (sindaci Luigi Regalia ed Enzo Fieni) vararono un Piano di Edilizia Economica Popolare (PEEP) che comprendeva, tra l’altro, un piano di recupero dell’edificio in oggetto per sanificare l’abitazione ivi compresa, e niente affatto per realizzare un condominio, come Lei afferma sapendo di dire il falso. Tale piano, che pure aveva ottenuto il placet della sovraintendenza ai beni culturali, non fu mai nemmeno avviato. Fu quella, infatti, l’epoca dei primi sopralluoghi, autorizzati dall’allora sindaco Regalia, e delle prime scoperte di reperti storico-artistici effettuate, sotto la guida di Don Giulio Colombo, dal geom. Pietro Sammartini e dal Prof. Andrea Girardi, che portarono all’abbandono definitivo del suddetto piano di recupero.

Si deve arrivare agli anni 1990-93, con la cosiddetta “giunta anomala” DC-PCI (sindaco Rigamonti e vice-sindaco Regalia) per vedere approvato il I lotto del progetto di salvaguardia dell’immobile, che rischiava di crollare. E qui viene il bello: in consiglio comunale l’allora Lega Lombarda votò contro quella delibera e addirittura diffuse in paese volantini che reclamavano “meno chiese, più case”.

Oggi, evidentemente più impegnata a combattere le moschee invece delle chiese, la Lega dimentica la storia, anzi la manipola a proprio uso: un pessimo servizio, per le generazioni che non hanno vissuto in diretta quegli anni, da parte di chi si è autoproclamato difensore delle nostre radici.

Distinti saluti


Dr. Mauro Zaffaroni

ex consigliere comunale

attualmente Portavoce del Partito Democratico di Cassano Magnago

Uslenghi e i treni




All’alba del 2009, finalmente anche Domenico Uslenghi si è accorto che esistono i treni; addirittura, si è accorto anche che i servizi offerti qui in Lombardia da Trenitalia sono insoddisfacenti. Scegliendo di viaggiare in prima classe, da Gallarate a Milano, ha toccato con mano di quali disservizi sono capaci i nostri treni. E prontamente ne ha informato la stampa locale.
Ma chi crede di essere, Domenico Uslenghi, un pendolare qualsiasi ?
Uslenghi, invece, da qualche mese è un consigliere regionale di maggioranza. Quindi, anziché lamentarsi dei disservizi di Trenitalia (che in questo periodo è un po’ come sparare sulla Croce Rossa) dovrebbe attivarsi in Regione affinché gli ampi poteri e i non pochi fondi a disposizione della Regione stessa in materia di trasporto ferroviario vengano usati per migliorare il servizio ferroviario e non –come accade da una quindicina d’anni in qua- per peggiorarlo ulteriormente.
Infatti, Uslenghi dovrebbe sapere che :


  • è dal 1996 che le Regioni sono titolari assolute delle competenze in materia di trasporto pubblico locale.
  • La quantità e la qualità dei servizi ferroviari in Lombardia sono concordati da Trenitalia e Regione sulla base di contratti di servizio, che vengono rinnovati ogni due anni;
  • Per la linea Varese-Gallarate- Milano-Pioltello (S5) la Regione Lombardia ha indetto nel 2004 una gara d’appalto allo scopo di “creare concorrenza” tra gestori ferroviari, con il risultato che quella gara-farsa è stata vinta da un associazione temporanea d’imprese formata da Trenitalia, Ferrovie Nord e ATM che avrebbe dovuto cominciare ad operare il 10 /12/2006;
  • il servizio ferroviario “liberalizzato” sulla linea S5, invece, è stato inaugurato solo il 16 giugno scorso 2008. Per questo la Regione ha acquistato i nuovi treni TSR (Treni Servizio Regionale) la cui manutenzione è affidata alle Ferrovie Nord, mentre Trenitalia si occupa solo di farli circolare;
  • I nuovi treni TSR si sono rivelati un disastro : consegnati dalle aziende costruttrici con due anni di ritardo, sono stati immessi in servizio in fretta e furia (perché Formigoni non voleva ritardare ulteriormente l’avvio dei servizi ferroviari “liberalizzati”) e senza essere sottoposti al solito periodo di “pre-esercizio” , col risultato che i ritardi e le soppressioni dei treni sulla linea S5 ( e di conseguenza sulla Milano-Domodossola e sulla Milano-Luino) non si contano nemmeno più ;
  • Ora che tutti i 14 complessi di treni TSR sono stati consegnati per servire la linea S5, i problemi si sono moltiplicati, dato che la loro inaffidabilità (in questi primi sei mesi di attività) non è certo diminuita.
  • Per la Regione Lombardia, acquistare i nuovi TSR non era una scelta obbligata : avrebbe potuto scegliere al loro posto i moderni treni “Vivalto”, già sperimentati con successo, più capienti e probabilmente più economici.
  • Queste sono le cose su cui Uslenghi dovrebbe riflettere prima di sperticarsi in ridicole lodi nei confronti dell’Assessore regionale Raffaele Cattaneo, i risultati del cui operato –sui binari lombari- sono sotto gli occhi di tutti.Questi, infatti, sono i “nuovi” problemi creati da Regione Lombardia, qui dalle nostre parti, che hanno aggravato le lacune storiche dei treni delle Ferrovie Dello Stato : pulizia, puntualità e insufficienza di informazioni ai viaggiatori innanzitutto.
Nell’affrontare tali storiche criticità, Uslenghi invece di lamentarsi e basta dovrebbe cercare di sapere (e farci sapere) perché i forti poteri di controllo e di sanzione della Regione Lombardia nei confronti di Trenitalia non siano mai stati messi in atto. Del resto lui è un consigliere di maggioranza e non dovrebbe essergli difficile ottenere dai suoi amici assessori quanto non sono riusciti ad ottenere in anni di battaglie i consiglieri di centrosinistra. O no ?
Ma chiedere questo ad Uslenghi, forse, è chiedergli troppo.
Lui, con i problemi del trasporto pubblico locale, ha sempre dimostrato di non saperci proprio fare :
Quando era Sindaco, dal 1997 al 1999, ha testardamente voluto attivare un pessimo servizio di bus urbano –affidato alla STIE- che per due anni non è stato usato da nessuno e che ci è costato ben 300 milioni di lire di allora !
I collegamenti pubblici tra Cassano e Gallarate e tra Cassano e Busto oggi sono gli stessi di 15 anni fa, nonostante l’accresciuta domanda, soprattutto da parte degli studenti. Su questo problema Uslenghi e Morniroli sono sempre andati d’accordo nel non muovere neanche un dito nei confronti della Provincia di Varese.
Nessun rapporto è stato avviato col Comune di Gallarate per cercare di agevolare i pendolari ferroviari (e non) cassanesi : le recenti modifiche alla viabilità gallaratese, non hanno certo facilitato l’uso dei mezzi pubblici da parte dei Cassanesi !

Limitarsi a lamentarsi di una vettura ferroviaria troppo fredda , è davvero troppo poco per chi continua ad auto-proclamarsi paladino degli interessi del suo territorio.

Francesco De Palo