Cassano Magnago gennaio 2009
Egr. Sig. Sindaco,
nell’intervista apparsa sul quotidiano LA PROVINCIA il 9 gennaio scorso, a proposito dell’ex chiesa di San Giulio, Lei dichiara che “nella minoranza c’è una componente che trent’anni fa voleva cancellare questa testimonianza delle nostre radici per costruire un condominio”.
Avendo potuto seguire la vicenda da vicino, in qualità di consigliere comunale negli anni 1985-1997, mi trovo costretto ad intervenire sia per ripristinare la verità dei fatti, sia per difendere la memoria di Luigi Regalia, compianto protagonista della politica cassanese (del quale è ricorso nei giorni scorsi il 9° anniversario della scomparsa) che fu tra i primi a riconoscere, con i fatti, il valore culturale di quell’edificio di proprietà del Comune, già chiesa, già municipio, già casa del fascio, poi rivendita di alimentari ed in ultimo abitazione.
Negli anni 1975-85 le giunte di sinistra PCI-PSI (sindaci Luigi Regalia ed Enzo Fieni) vararono un Piano di Edilizia Economica Popolare (PEEP) che comprendeva, tra l’altro, un piano di recupero dell’edificio in oggetto per sanificare l’abitazione ivi compresa, e niente affatto per realizzare un condominio, come Lei afferma sapendo di dire il falso. Tale piano, che pure aveva ottenuto il placet della sovraintendenza ai beni culturali, non fu mai nemmeno avviato. Fu quella, infatti, l’epoca dei primi sopralluoghi, autorizzati dall’allora sindaco Regalia, e delle prime scoperte di reperti storico-artistici effettuate, sotto la guida di Don Giulio Colombo, dal geom. Pietro Sammartini e dal Prof. Andrea Girardi, che portarono all’abbandono definitivo del suddetto piano di recupero.
Si deve arrivare agli anni 1990-93, con la cosiddetta “giunta anomala” DC-PCI (sindaco Rigamonti e vice-sindaco Regalia) per vedere approvato il I lotto del progetto di salvaguardia dell’immobile, che rischiava di crollare. E qui viene il bello: in consiglio comunale l’allora Lega Lombarda votò contro quella delibera e addirittura diffuse in paese volantini che reclamavano “meno chiese, più case”.
Oggi, evidentemente più impegnata a combattere le moschee invece delle chiese, la Lega dimentica la storia, anzi la manipola a proprio uso: un pessimo servizio, per le generazioni che non hanno vissuto in diretta quegli anni, da parte di chi si è autoproclamato difensore delle nostre radici.
Distinti saluti
Dr. Mauro Zaffaroni
ex consigliere comunale
attualmente Portavoce del Partito Democratico di Cassano Magnago
