Raccolta firme per sostenere la proposta del PD a favore degli abitanti l’area compresa nal raggio di 50 Km dal confine svizzero: sconto benzina e sconto gasolio anche per i Cassanesi!
Come proposto a livello provinciale, anche il nostro Circolo si attiva per raccogliere le firme a sostegno della petizione al Consiglio regionale della Lombardia perché si estenda ad un’area più ampia dell’attuale lo sconto benzina per gli automobilisti e si introduca il medesimo sconto per il gasolio.
Anche il nostro territorio rientrerà nell’area.
Raccogliamo firme di elettori favorevoli al provvedimento nei giorni della festa al Borgorino e presso i nostri consiglieri comunali.
giovedì 26 giugno 2008
A proposito di card...
La notizia è recentissima, e magari è già stata rettificata o modificata, secondo un costume di affermazioni/smentite molto usato dai politici italiani che ci piacciono tanto, proprio per la loro coerenza, rettitudine, fedeltà alla parola data e via di questo passo…: ma già sui quotidiani nazionali spuntano come funghi alla fine di un’estate piovosa i commenti e le critiche di chi si sente terribilmente preso in giro. Da che cosa?
Dalla nuova “card” per anziani poveri: pensionati al minimo? Persone che vivono sotto la soglia di povertà? Non è chiaro chi sia o possa dirsi o si senta “povero”: per ora non sappiamo in che modo si definisca questa categoria.
Ma l’amarezza è in molti altri aspetti del provvedimento.
Anzitutto, l’entità della card: 400 euro annui, poco più di 30 euro mensili, per l’acquisto con sconto ( Quanto? Quando? Dove? Facciamo qualche nome di catena di supermercati?) di generi alimentari. Aiutiamo i poveri: ma intanto lasciamo andare per la sua strada il costo della vita al di fuori di ogni controllo!
Inoltre, se è bene aiutare gli anziani, non è forse altrettanto bene supportare le famiglie? E le giovani coppie? E i disoccupati? E i disabili? E… E allora?
Di fronte a tanti e complessi bisogni – che solo una vasta e ben articolata programmazione e attuazione dei servizi può affrontare – il governo attuale sembra perseguire una politica di aiuti occasionali, settoriali, frammentati, a pioggia ( ma pioggia rada, goccioline e bruma, non acquazzone!) senza preoccuparsi – come fanno invece i paesi dell’Europa centro settentrionale, quell’ dall’Europa più evoluta e democraticamente matura, che dà ai suoi cittadini trasporti pubblici, ospedali e asili, assistenza domiciliare ad anziani e infermi, e supporti alle madri, in ogni modo agevolate nel loro lavoro- di servizi di cui tutti possano fruire così da essere aiutati davvero e sollevati da oneri spesso insostenibili.
Le prime mosse del nuovo governo sembrano andare sempre più nella direzione del “privato”: a chi ha bisogno, magari si dà qualcosa, ma alla collettività non si offrono quei supporti e quei servizi indispensabili, se non pagando.
I tanto conclamati tagli alle tasse potrebbero non essere quel fatto positivo in cui molti hanno creduto, ma piuttosto un ampliamento dei ticket sanitari, o un aumento delle tariffe, o una riduzione dei servizi pubblici, per far fronte alle maggiori spese che questi bonus comportano, o alle minori entrate dovute alla riduzione del carico fiscale.
E la forbice tra chi ha di più e chi ha di meno continua ad essere sempre più ampia: i ricchi lo saranno in misura ancora maggiore e gli altri vedranno assottigliarsi sempre più le loro possibilità.
E questo non risponde ai nostri principi!
Dalla nuova “card” per anziani poveri: pensionati al minimo? Persone che vivono sotto la soglia di povertà? Non è chiaro chi sia o possa dirsi o si senta “povero”: per ora non sappiamo in che modo si definisca questa categoria.
Ma l’amarezza è in molti altri aspetti del provvedimento.
Anzitutto, l’entità della card: 400 euro annui, poco più di 30 euro mensili, per l’acquisto con sconto ( Quanto? Quando? Dove? Facciamo qualche nome di catena di supermercati?) di generi alimentari. Aiutiamo i poveri: ma intanto lasciamo andare per la sua strada il costo della vita al di fuori di ogni controllo!
Inoltre, se è bene aiutare gli anziani, non è forse altrettanto bene supportare le famiglie? E le giovani coppie? E i disoccupati? E i disabili? E… E allora?
Di fronte a tanti e complessi bisogni – che solo una vasta e ben articolata programmazione e attuazione dei servizi può affrontare – il governo attuale sembra perseguire una politica di aiuti occasionali, settoriali, frammentati, a pioggia ( ma pioggia rada, goccioline e bruma, non acquazzone!) senza preoccuparsi – come fanno invece i paesi dell’Europa centro settentrionale, quell’ dall’Europa più evoluta e democraticamente matura, che dà ai suoi cittadini trasporti pubblici, ospedali e asili, assistenza domiciliare ad anziani e infermi, e supporti alle madri, in ogni modo agevolate nel loro lavoro- di servizi di cui tutti possano fruire così da essere aiutati davvero e sollevati da oneri spesso insostenibili.
Le prime mosse del nuovo governo sembrano andare sempre più nella direzione del “privato”: a chi ha bisogno, magari si dà qualcosa, ma alla collettività non si offrono quei supporti e quei servizi indispensabili, se non pagando.
I tanto conclamati tagli alle tasse potrebbero non essere quel fatto positivo in cui molti hanno creduto, ma piuttosto un ampliamento dei ticket sanitari, o un aumento delle tariffe, o una riduzione dei servizi pubblici, per far fronte alle maggiori spese che questi bonus comportano, o alle minori entrate dovute alla riduzione del carico fiscale.
E la forbice tra chi ha di più e chi ha di meno continua ad essere sempre più ampia: i ricchi lo saranno in misura ancora maggiore e gli altri vedranno assottigliarsi sempre più le loro possibilità.
E questo non risponde ai nostri principi!
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